Libera Suoneria 

MUSICA DA BALLO FRANCO OCCITANA

Enrico Salvetti

Enrico Salvetti nasce , musicalmente, nell’ottobre 1998 nel gruppo dei Mastei, significativo gruppo del Canavese  che ha deliziato le platee da metà degli anni novanta fino al 2002. Nel 2002 costituisce insieme a 3 amici il Gruppo dei “Dahu’ Rabel”che tuttora opera e fornisce le proprie perfomance nella zona del Canavese e Val di Lanzo insieme agli amici Umberto e Igor. Nel marzo 2001 come allievo di Gabriele Ferrero entra a far parte di quel novero di violinisti che fonderanno insieme allo stesso Ferrero (deus ex-machina del gruppo) i “Viouloun d’Amoun’ “ dove tuttora suona. Nel 2004 collabora col Gruppo “Arcor” con i quali incide un CD nel 2006. Dal 2006 comincia un’altra saltuaria collaborazione con il Gruppo valdostano “Tzanseur de vegnes”.

Nell’agosto 2006 conosce Gianni Castagno che gli propone di entrare nel gruppo “Libera Suoneria” fatto che si compie a cavallo tra settembre e ottobre dello stesso anno. Ha anche una breve esperienza con un gruppo di musica del Sud (tarantelle, pizziche e  tammurriate) nel corso del 2007 insieme all’amico Umberto Albero (fisarmonica), al quale, però Enrico deve, in seguito, rinunciare per mancanza di tempo per studiare e disponibilità di poter frequentare le prove.Dal 2004, fuori dal mondo folk, collabora con un gruppo appartenente al mondo cattolico suonando alle funzioni musica religiosa col violino e dove ha partecipato ad eventi di carattere regionale e tuttora partecipa a estemporanee manifestazioni realizzate dalla Diocesi di Ivrea anche come solista.

Dice di sè:

Mi piace la cioccolata oltre al violino e alla musica classica. Generalmente sono allegro. Sono, anche, molto trasparente: i miei stati d’animo trapelano dall’espressione del viso e credo molto nell’amicizia.

Suono uno strumento che si sente poco, un po’ come me ( carattere taciturno, ma non per questo non partecipe con quello che mi accade intorno) ,che nel panorama degli strumenti un po’ fracassoni come organetto, piva , bombarda e perché no la ghironda, non si sente troppo, per cui da qui è nata la mia mania di dire sempre:”Il mio violino non si sente….”,che non denota una tendenza a voler essere al centro dell’attenzione a tutti i costi , ma si rifà piuttosto ad una mera condanna a cui ( ahinoi!), sono sottoposti, in genere, tutti i violinisti.